Quale PRP è efficace?

Pubblicato in La Rubrica del Medico
in data:
30
Novembre
2021

PRP, o plasma ricco di piastrine, oggi non è una novità in campo medico. La scelta di uno specifico dispositivo per la produzione di PRP deve coinvolgere anche il paziente e non esclusivamente gli  “addetti ai lavori”. Le piastrine sono come dei sacchetti, non hanno un nucleo, contengono proteine (fattori di crescita) in grado dirigere la duplicazione e mantenere l’omeostasi dei tessuti.

Sviluppando un’adeguata consapevolezza da parte del paziente, la complessità celata dietro un semplice acronimo possa portare a NON banalizzare una metodica rigenerativa che, se eseguita con adeguati standard, può portare a notevoli soddisfazioni sia per il paziente che per il medico.

I sistemi di produzione di PRP presenti sul mercato variano estremamente nella composizione.

Questo dipende da quante piastrine vanno a concentrare, da quanti globuli bianchi in esso sono concentrati e se si va a recuperare nel centrifugato anche i granulociti neutrofili ed in che quantità.

Esistono 30 dispositivi per la produzione di PRP e solo UN sistema automatizzato è in grado di rimuovere con elevata efficienza tutte le componenti del sangue intero che non sono utili nel prodotto finale, e cioè il plasma povero di piastrine così come la maggior parte dei  globuli rossi.

Il sistema è in grado di rimuovere, in maniera personalizzata, paziente per  paziente, lo specifico quantitativo del  plasma povero grazie ad un contrassegno visivo che consente allo specialista di vedere in tempo reale il livello  di rimozione di plasma , mentre pazienti con un ematocrito (è il rapporto che intercorre tra il plasma e  gli elementi del  sangue  come piastrine, globuli rossi e bianchi) più alto necessiteranno di una minor rimozione di plasma, mentre pazienti con un ematocrito più basso necessiteranno di una maggior rimozione di plasma.

Se abitualmente quando si parla di PRP vengono proposti molteplici trattamenti ( ad esempio uno al mese o uno ogni 21 giorni per un ciclo di 3 trattamenti) prima di poter percepire un beneficio clinico, questo avviene quando il PRP adottato non ha una sufficiente concentrazione piastrinica.

Grazie invece al sistema che adottiamo otteniamo elevata e standardizzata concentrazione piastrinica che consente al paziente di sottoporsi ad un solo trattamento per poter riscontrare effetti clinici tangibili, che a seconda della patologia trattata e della specifica condizione clinica del paziente potranno perdurare fino ad un minimo di 5-6 mesi (come nel caso dei trattamenti per problematiche articolari, problematiche dermatologiche quali trattamento  dell’ alopecia etc.) oppure potranno anche protrarsi fino ad un anno ed oltre (come nel caso del trattamento delle tendinopatie e lesioni tendinee parziali, piuttosto che nel trattamento  delle tendinopatie e lesioni tendinee parziali, piuttosto che nel trattamento delle ulcere e lesioni chirurgiche di difficile guarigione).

Tale autonomia è data dal fatto che infiltrando una componente cellulare, essa va ad esplicare un effetto a lungo termine, cosa che le sole piastrine non sarebbero in grado di produrre.

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